Non occorre molta fantasia per capire che il cementificio di Pian de' Cipressi smaltirà le ceneri di TVN, tossiche e pericolose, e chiuderà la filiera del carbone. A poche centinaia di metri intanto, allo “Spizzicatore”, avverrà lo stoccaggio e la lavorazione della “monnezza” romana per avviarla alla centrale Enel.
Un tempo granaio dell'Urbe, ora Tarquinia è candidata a discarica di Roma e ricettacolo di industrie inquinanti insieme ad Allumiere e Civitavecchia; gran salto di qualità! Una conferma del degrado che avanza viene dal settore immobiliare: a Tarquinia 500 appartamenti sono in vendita e restano per lo più invenduti, rendendo per molti indisponibili i risparmi di una vita messi nel mattone. I cittadini reagiscono per esercitare un autonomo sindacato di controllo e l'ultimo “Informiamoci” ha fatto luce su fatti incredibili. Il decollo della zona industriale, con sottrazione di fertile suolo agricolo, avrebbe avuto ragione d'essere a fronte di investimenti nella filiera alimentare, magari per la trasformazione e la conservazione dei prodotti ortofrutticoli o per valorizzare in un momento di crisi l'eccellente grano duro di Maremma o in alternativa per insediare opifici destinati alla sostenibilità ambientale.
Invece no, gli abitanti di Tarquinia, Allumiere e Civitavecchia vengono condannati a inalare una dose ancora maggiore di micidiali polveri sottili, emesse abbondanti dai cementifici, per aiutare l'economia del cemento in un Paese che di cemento soffoca. Per sostenere il cementificio il Sindaco di Tarquinia ha affermato che può inquinarci ma l'inquinamento deve essere a norma di legge, trascurando la somma di inquinanti provenienti da più fonti. Il Consiglio Comunale di Tarquinia nel luglio 2008 s'era fatto carico di questa preoccupazione, deliberando (con delibera rimasta lettera morta) che la zona industriale fosse assoggettata a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) per considerare tutte le fonti d'inquinamento e gli effetti cumulati per gli abitanti. Da oltre 24 mesi il Sindaco di Tarquinia cura la richiesta della società “Iniziative Industriali srl” che vuole costruire il cementificio a Pian de' Cipressi.
L'impianto è previsto a confine con un altro sito inquinante: il deposito di carbone, del quale si sta tentando l'ampliamento innalzando da 40.000 a 100.000 tonnellate la quantità di pet-coke stoccato a cielo aperto. I cittadini hanno appurato che la società proponente del cementificio ha un capitale sociale di 10.000 euro, roba solida per intenderci, e l'amministratore unico possiede la quota di 1(uno) Euro. Gli altri 9.999 sono della società fiduciaria Cordusio SpA., che nasconde a norma di legge l'identità di chi ha l'interesse reale a costruire il cementificio. Strano comportamento per un'iniziativa imprenditoriale di tale portata! Su questo segreto, all' ultimo consiglio comunale il Sindaco di Tarquinia ha mandato un “pizzino” verbale all'opposizione, esortandola a spiegare chi c'è dietro il cementificio. Ha poi replicato l'avvertimento in un comunicato stampa. Dal “pizzino” ripetuto si capisce trattarsi di un personaggio innominabile noto all'opposizione. Ma come fa il sindaco a conoscere chi si nasconde dietro la società fiduciaria? Ha potuto guardare nella scatola blindata e sa? Quindi la Cordusio nasconderebbe l'innominabile solo ai cittadini, il sindaco ne conosce il nome ma non lo rende noto e tenta di giungere all'approvazione del cementificio forzando politicamente la complicità dell'opposizione, probabilmente legata da obblighi di partito nei confronti dell'innominabile. Altro aspetto che sta emergendo è che dalla zona industriale dovremo aspettarci solo malvagità perché sembra che buona parte dei 430 ettari su cui si estende, siano riconducibili ad un unico centro d'interessi. Al Comitato dei Cittadini Liberi non resta che invocare la Magistratura per conoscere e far conoscere alla città il vero volto di chi si cela dietro il progetto di un cementificio taroccato calorosamente sostenuto dal Sindaco Mazzola. Nello studio ambientale di progetto, il documento più delicato per la nostra salute, l'intero capitolo delle emissioni in atmosfera è falsato: falsata la collocazione del cementificio, falsati i dati dei venti dominanti da Est in tutte le stagioni, falsati i dati di ricaduta degli inquinanti rilasciati da micidiali filtri a manica.
Ed è tutto voluto, non c'è errore; probabilmente si voleva evitare la somma delle polveri ultrasottili emesse dal cementificio con quelle in arrivo dal carbone bruciato a TVN, sia verso Tarquinia che verso Allumiere. Ma a Pian de' Cipressi il vento dominante non può spirare da Est, i Monti della Tolfa lo impediscono. Un altro errore tocca la potenza dell'impianto: 4.500 o 6.500 KW? In un documento compare il primo valore, in un altro il secondo. Non c'è errore di battitura, si tratta della somma di valori diversi che generano totali diversi. Taroccato con spudoratezza e allora due sono le possibilità: o l'amministrazione è stata truffata e sarà lei a denunciare alla magistratura quanto è accaduto, oppure l'amministrazione è complice e i cittadini chiederanno giustizia.
Consiglieri Comunali non siate complici, nemmeno con il silenzio, qui non c'è disciplina di partito. Dovete rispondere solo alla vostra coscienza, dopo aver rimosso eventuali interessi personali se pesano sui vostri si. È auspicabile che il Consiglio prenda le distanze dal cementificio, anche per difendere l'unanime indirizzo dato nel 2008: niente impianti insalubri o inquinanti sul territorio di Tarquinia. A noi non resta altro che andare dal Magistrato.
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domenica 29 novembre 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
Ritorna INFORMIAMOCI

INOLTRE VERRA' PRESENTATO NEL CORSO DELL'APPUNTAMENTO L'ESPOSTO CHE I MEDICI HANNNO FATTO PER IL MANCATO RILEVAMENTO DELL'OZONO.
A seguito dell'esposto in procura dei medici sul mancato rilevamento dell'ozono a Civitavecchia,che invece l'osservatorio ambientale avrebbe dovuto rilevare,inviamo a tutti il modello da inviare a titolo personale alla commissione europea.
Le leggi Europee devono essere rispettate, in Italia, così come in tutti gli stati membri.
Leggete bene, le motivazioni, se potete inviatelo come stiamo facendo noi.
E' vergognoso che i sindaci del nostro comprensorio, si siano solo occupati di prendere i soldi da Enel, negli accordi non vi è neanche un punto fermo per la tutela della salute.
L'osservatorio ambientale è una farsa, andate a vedere se riuscite ad avere i dati delle centraline, oppure se riuscite a sapere dove sono. www.osservatorioambientale.org
Vergogna.
Non credevo fosse possibile, che un sindaco potesse anteporre la sua ignoranza alla salute della popolazione, bambini compresi, anziani compresi, malati compresi.
Vergogna.
L'osservatorio ambientale verrà portato a Tarquinia???
Questa è la tutela a cui si riferiscono i medici del consiglio comunale di Tarquinia che hanno votato gli accordi con Enel.
Quante denunce dovranno arrivare in procura prima che si rendano conto, che è tutto sbagliato??
Vergogna.
RIGUARDANTE INADEMPIMENTI DEL DIRITTO COMUNITARIO
Cognome e nome del denunciante:
Cittadinanza:
ITALIANA
Indirizzo o sede sociale:
Telefono/fax/posta elettronica:
Stato membro od organismo pubblico che, secondo il denunciante, non ha ottemperato al diritto comunitario:
ITALIA
Descrizione circostanziata dei fatti contestati:
- il Comune di Civitavecchia, con delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 521 del 14/02/1995, risulta inserito tra le aree a rischio di inquinamento per la presenza di tre centrali elettriche situate complessivamente entro un raggio di circa 15 km dalla città, un porto sede di intenso traffico navale ed il traffico stradale;
- nell’ottobre 2003 la Commissione Europea, in riferimento al reclamo presentato da comitati di cittadini, ha aperto una procedura di infrazione (2003/4497) nei confronti dell’Italia per cattiva applicazione delle direttive 96/62/CE e 92/72/CEE in relazione all’inquinamento dell’aria nella città di Civitavecchia. In particolare era stato contestato all’Italia di non misurare le concentrazioni di particelle PM10 nella zona di Civitavecchia e, conseguentemente, di non rendere disponibili al pubblico le informazioni relative alle concentrazioni di particelle PM10 nella stessa zona;
- a distanza di circa 6 anni i cittadini sono costretti a denunciare la stessa situazione per l’ozono.
- a seguito della richiesta all’ARPA LAZIO, da parte del Coordinamento Nazionale dei Medici per l’Ambiente e la Salute, di conoscere i livelli di ozono nel comprensorio di Civitavecchia è stato comunicato: “Con riferimento alla lettera del 20.01.2009 del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Sezione Lazio), acquisita dall’Unità amministrativa della scrivente Sezione provinciale di Arpa Lazio con prot. Entrata n.2099 del 27.01.2009, si rende noto che presso il comune di Civitavecchia è ubicata una centralina per il rilevamento della qualità dell’aria, non dotata però dell’analizzatore per la determinazione dell’Ozono”;
CONSIDERATO
- che nel rispetto del Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 183, attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all'ozono nell'aria, Gazzetta Ufficiale n. 171 del 23 luglio 2004 - Supplemento Ordinario n. 127, nel comprensorio di Civitavecchia l’ozono avrebbe dovuto e dovrebbe essere monitorizzato. I dati ottenuti sulle sue concentrazioni avrebbero dovuto e dovrebbero essere messi regolarmente a disposizione del pubblico.
CONSIDERATO INOLTRE
- che l’esposizione all’ozono, un inquinante secondario, provoca: respiro rapido e superficiale, irritazione delle vie respiratorie, tosse, spasmo bronchiale, riduzione della funzionalità polmonare, riacutizzazione dell’asma, riduzione della capacità del sistema immunitario nel combattere le infezioni batteriche, riduzione della performance atletica, congiuntivite, nascite premature, neonati di basso peso, possibile morte improvvisa del lattante, malformazioni congenite, riduzione dello sviluppo polmonare, possibili “modificazioni” a livello del sistema nervoso centrale che renderebbero in qualche modo più sensibile l’organismo all’azione degli inquinanti (U.S. EPA. Air quality criteria for ozone and related photochemical oxidants; 600/P-93/004aF). L’ozono sembra essere la chiave dell’aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore (Occup. Environ Med 2007);
- che in Europa ogni anno l’ozono causa 21.000 decessi, circa un numero simile di ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e un numero molto elevato di altri disturbi che non richiedono il ricovero in ospedale (CAFE CBA: Baseline Analysis 2.000 to 2020 – AEAT/ED51014/Baseline Scenario. Issue 5). Livelli molto bassi di ozono sembrano avere lo stesso un impatto negativo sulla salute (Kim et al., 2004);
- che il progetto CAFE della Commissione Europea (Amann et al., 2005) ha previsto in Italia circa 4.000 morti premature nel 2.010 e 3.500 nel 2.020, qualora non si prendessero misure adeguate di controllo delle emissioni degli inquinanti precursori dell’ozono, questi ultimi emessi il 26 % dall’industria, il 26 % dalla produzione di energia, il 34 % dal traffico stradale, il 10 % da altre forme di trasporto ed il 4 % dall’agricoltura e dal trattamento dei rifiuti (EEA - Europe Environment The Fourth Assessment);
- che uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità effettuato su 13 grandi città italiane (9 milioni di persone) ha messo in evidenza che, a concentrazioni di ozono superiori ai 70 microgr/m3 - media massima giornaliera di 8 ore, corrisponde un aumento della mortalità per tutte le cause dello 0.6 % ed un aumento della morbilità molto più grande (Health Impact of PM10 and Ozone in 13 Italian Cities);
- che il CNCMAS ha ripetutamente diffuso da giugno a settembre 2009, ai media locali e nazionali, le previsioni quasi quotidiane degli alti livelli di ozono nel nostro comprensorio e nella maggior parte dell’Italia, pubblicate dal Rhenish Institute for Environmental Research at the University of Cologne (The EURopean Air Pollution Dispersion [EURAD] Project).
I sottoscritti chiedono alla commissione Europea di verificare se nei fatti esposti ricorrano inadempimenti del Diritto Comunitario ed in particolare se si sarebbero potute prevenire malattie o morti premature, soprattutto nelle persone più a rischio come bambini, donne in stato di gravidanza ed anziani, qualora l’ozono fosse stato rilevato nel comprensorio di Civitavecchia e la popolazione fosse stata informata. In caso affermativo, di procedere nei confronti dello Stato Italiano al fine della tutela della salute della popolazione e dell’ambiente.
Riservatezza:
“Si chiede alla Commissione di non indicare la nostra identità nei Suoi contatti con le autorità dello Stato membro contro il quale è presentata la denuncia.”
In fede
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04/2/2009
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giovedì 20 novembre 2008
Tangenti :che passione !!

La corruzione è il vero dramma di questo paese,la questione morale è ormai diventata una cosa rara.
Chissà se dietro a tutti questi voltagabbana e promesse elettorali alla pinocchio dei sindaci di Tarquinia,S.Marinella, Tolfa,Allumiere e in primis Civitavecchia,del presidente Marrazzo,dei...dei....la questione morale trionferà?
Intanto gurdiamo cosa succede a Brindisi sul traffico losco intorno al carbone
Brindisi, 20/11/2008
Carbone e tangenti: richieste condanne per 25 imputati
Si è tenuta nel pomeriggio di ieri l'udienza per la requisitoria finale della Pubblica accusa al processo sulle presunte mazzette pagate per gli appalti e lo scarico del carbone a Brindisi.
I Magistrati titolari dell'inchiesta, Adele Ferraro e Giuseppe De Nozza, hanno presentato richiesta di condanna per 25 dei 26 indagati a vario titolo, prosciolto Giovanni Di Bella per non aver commesso il fatto.
Nel processo lo scorso aprile era già stato assolto Nicola Frugis, mentre l'ex Sindaco Giovanni Antonino era stato condannato a 3 anni e 6 mesi nel 2005. All'epoca fu condannato anche Massimo Ercolani ad 1 anno e 6 mesi così come l'ex Presidente del Consiglio comunale Ermanno Pierri condannato a 2 anni
L'impianto accusatorio confermerebbe l'esistenza di un sistema di mazzette per l'aggiudicazione di appalti sul business del carbone, un sistema impregnato di corruzione e concussione.
Queste le richieste dei PM alla Seconda Sezione Penale, Presidente il Giudice Gabriele Perna:
4 anni e 8 mesi: Marco Pezzuto
4 anni e 6 mesi: Luca Scagliarini
3 anni e 10 mesi: Biagio Pascali
3 anni e 8 mesi: Rocco Errico
3 anni e 2 mesi: Carmine Di Pietrangelo
2 anni e 8 mesi: Stefano Barletta, Teodoro Marinelli
2 anni e 3 mesi: Nicola Siccardi
2 anni e 2 mesi: Luigi De Michele, Franco Leoci
1 anno e 2 mesi: Marco Bertolin, Fabrizio Criscuolo, Fabrizio Vezzani
12 mesi: Luana Cosmai, Fabio Lacinio, Antonio Rizzo, Carlo Cioffi, Alfonso Gallo, Mario Scioscioli, Gerardo Vero, Giuseppe Vero
11 mesi: Giuseppe Marchionna
8 mesi: Alfonso Gallo
6 mesi: Antonio D'Oriano, Giuseppe Roma
Da Oggi le arringhe difensive, la sentenza è prevista per la fine di gennaio 2009.
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